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Caro Prof, le do volentieri il mio giudizio, ma forse piu' che da
"scienziata" e' il giudizio di una studentessa "esperta" nel senso che fra corsi seguiti o tenuti da me, esami fatti come studente o come docente, ormai ho accumulato una bella statistica!
E non me ne voglia: e' lei che me lo chiede... Prima di tutto le devo dire che mi e' piaciuta molta la formula da lei adottata per l'esame, ho apprezzato in particolare il tentativo
abbastanza ben riuscito di suscitare una discussione aperta e corale fra studenti e docenti che piu' che di un esame aveva l'aspetto di una discussione di lavoro fra colleghi. Penso che sia un modo ottimo per stimolare negli studenti un atteggiamento piu' maturo e professionale
verso la materia.
Ho trovato didatticamente utile l'idea di progettare tutta una citta' ex-novo invece che fare delle 'ristrutturazioni' parziali come fanno negli altri corsi, perche' induce a riflettere di piu' sulle problematiche del funzionamento della citta' come organismo unitario.
Il suo modo di impostare il programma durante l'anno invece l'ho trovato positivo e gradevole ma non proprio didatticamente efficace. Ad esempio secondo me i modelli teorici che sono stati poi richiesti alla fine per la verifica orale sono un po' troppo caduti dal cielo.
Certamente sono gia' compresi nel programma di storia 2, ma intanto
molti ragazzi quell'esame non l'hanno ancora dato, e poi in molti corsi di storia alla parte di storia dell'urbanistica viene data poca importanza. E non ho trovato che una trattazione sistematica dell'argomento sia richiesta ne' per Analisi del territorio ne' per Fondamenti di urbanistica dove lo sviluppo storico lo si studia si ma
solo dal punto di vista delle leggi. Dato invece l'argomento del suo corso, una rassegna organica dei modelli piu' importanti che termini con un quadro di quella che e' la situazione teorica attuale sarebbe stato secondo me importante ed educativo. E' chiaro che ogni studente si e'
andato a documentare sull'argomento, ma sicuramente non lo abbiamo fatto (io compresa) in modo sistematico ed esauriente. Io le proporrei di dedicare i primi due-tre mesi di corso ad una rassegna storico-teorica
dell'argomento e poi iniziare con gli esercizi pratici e gli esempi di citta' attuali come ha fatto.
Un altra cosa a cui avrei dato piu' importanza e' quella delle fasi di realizzazione della citta' progettata. In particolare io e la mia compagna l'abbiamo semplicemente dimenticato ma ho visto che anche gli altri hanno prestato poca attenzione a questa sua richiesta mentre penso
che fosse importante. Ad esempio una citta' "ideale" nel senso di
puramente teorica ma estremamente improbabile come quell'impianto
radiocentrico di citta' modello lungo mare che hanno fatto quei nostri colleghi forse non sarebbe stato realizzato se si fossero posti il problema di come puo' una citta' svilupparsi in quel modo: senza un Mussolini o uno Stalin credo che citta' del genere (cioe' nate tutte in un colpo) non ne sorgeranno piu'. Forse dare piu' importanza all'argomento puo' sviluppare un atteggiamento piu' critico.
Spero che queste mie (discutibili) opinioni le siano di qualche
utilita', naturalmente sono solo le mie impressioni e niente piu'.
Comunque complessivamente il corso l'ho trovato interessante e
stimolante, quindi il guidizio a consuntivo e' decisamente positivo e devo dire che ho sentito anche parecchi altri studenti dare giudizi analoghi. Complimenti anche a lei!
Le auguro buone vacanze
Cristina Vannini
luned' 8 luglio 2002 12.39
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...capita a tutti di lamentarsi per come vengono gestiti e organizzati i centri urbani. Oggi, dopo l'esperienza di progetto di una nuova città, capisco,
quanto è difficile coordinare tutte le attività e soddisfare i bisogni della comunità.
Progettare in un luogo da me conosciuto in principio
mi limitava, perché ero troppo legata alla reale fisionomia del centro. Analizzare a fondo il luogo, è invece,risultato importante per conoscere le
potenzialità e gestirle. Nel progetto riuscire a far
combaciare tutti i "pezzi" che avevamo previsto non è
risultato semplice, è stato comunque divertente districarsi nelle maglie di una nuova città.
A distanza di appena un mese dall'esame, avrei progettato, almeno in parte, la città in modo diverso. Qui qualcosa l'hanno modificata e migliorata.
Ma ancora troppo poco hanno saputo fare per migliorare l'economia e la vivibilità oltre alle infrastrutture di questa piccola cittadina. Speriamo nel futuro.
Maria Grazia Sinopoli
luned' 23 settembre 2002 10.37
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Ciao Paolo,
finalmente mi sono potuta dedicare allo studio del tuo sito.
La parte dedicata agli studenti, con i loro lavori, i testi i plastici
e' interessante e sicuramente gratificante per loro.
Le modalita' di esame che sono descritte mi fanno venire voglia di
tornare all'Universita' e seguire di nuovo gli argomenti di cui avverto
maggiori lacune; sono sicura che lo spirito che ho adesso, unito
all'incolmabile voglia di imparare e approfondire, renderebbe molto piu'
proficuo il mio 'soggiorno' nel parco studenti!!
Certo, un percorso formativo il sito lo offre di per se', attraverso la
struttura del corso e la corposa bibliografia. E' sempre un buon inizio
del ritornare studenti...basterebbe applicarsi!
Mi sono piaciuti i links che hai indicato.
Alcuni li frequento, tra cui quello dell'UIA (...), di Le Monde
Diplomatique (Ignacio Ramonet mi piace molto), Citta' Sostenibili,
e.....Archi.fr, lo conosco!!!!
Ti allego il link ad un'episodio architettonico che non conoscevo e che ha destato il mio interesse:
http://www.villa-kerylos.com/
ciao a presto
Chiara
Sat, 03 May 2003 09:25:35
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| ATTRAVERSARE L'ARCHITETTURA (C.Prosperini) |
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